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L’associazione Diaria propone corsi di danze, altre arti del corpo e laboratori di carattere transculturale e artistico. La didattica di Diaria privilegia i corpi come terre dove si incontrano, toccano, muovono e confondono le soggettività di chi insegna e chi apprende. 

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L’Associazione Diaria viene fondata nel settembre del 2010 dall’incontro tra Livia Alga, Marta Bellingreri ed Emilia Guarino. A questo primo nucleo si è aggiunto Daniele Crisci, che con il suo supporto si è presto reso indispensabile. Diaria è nata dal desiderio di coniugare il nostro impegno politico con il lavoro, per negoziare creativamente la nostra presenza sul mercato della precarietà ed esprimere forme di dissenso verso il razzismo e le discriminazioni, attraverso l’apertura di spazi di condivisione e incontro. Il primo progetto al quale abbiamo lavorato insieme è stato una scuola di italiano per migranti, nella quale abbiamo sperimentato una didattica che non si rivolge al solo livello cognitivo, ma che mette al centro la relazione tra le persone e le considera un tutto fatto di mente, corpo, sensazioni, vissuti… Oggi Diaria è un luogo fisico nel cuore della città, dove si svolgono laboratori di arti del corpo, si organizzano eventi culturali, si discute di politica.

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L’associazione diARiA promuove eventi di carattere culturale e artistico e produce spettacoli. L’arte può essere uno strumento di cura e di comprensione di sé e della realtà, una lingua alogica per significare e raccontare agli altri pezzi di esperienze, di silenzi, di gioie, pensieri e rabbia, nonché una via per incontrare stili e modalità di espressione culturalmente lontani dai propri. DiARiA si occupa in particolare di danze, di danza contemporanea, di pedagogia della danza per bambini, di danze africane e orientali, e di discipline mirate al benessere psicofisico come lo yoga, il feldenkrais e il pilates.

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L’associazione diARiA accompagna le sue pratiche con un costante studio teorico e sul campo, nella convinzione che la ricerca sia un mezzo efficace per formulare buone domande al territorio, creare relazioni e reti, elaborare saperi condivisi sul contesto in cui si opera.